La storia dietro il progetto

Mirko Frezza. Tornare nel proprio quartiere per aprire una strada.

La sua esperienza attraversa la periferia romana, il carcere, il cinema e il volontariato. Casale Caletto Young nasce anche dalla convinzione che ai ragazzi servano occasioni concrete per scegliere il proprio percorso.

«Vogliamo portare qualcosa che in periferia non c’è».

Mirko Frezza, intervista a Reti Solidali, 30 aprile 2025

Una storia che conosce il luogo da cui parte.

Mirko Frezza è cresciuto nella periferia est di Roma. In una lunga intervista a Reti Solidali racconta gli errori commessi, gli anni di detenzione e il cambiamento arrivato con l’aiuto della famiglia e di persone che hanno continuato a credere in lui. Il lavoro nel cinema e l’impegno nel volontariato sono diventati parte della sua vita.

Con l’Associazione Casale Caletto, di cui è stato un promotore, è tornato a occuparsi del quartiere in cui è cresciuto. È tra i fondatori di Casale Caletto Young e nel suo atto costitutivo è stato designato portavoce. Da questa esperienza prende forma un’iniziativa rivolta ai giovani: uno spazio dove incontrare persone, apprendere linguaggi nuovi ed esprimersi senza essere ridotti a un’etichetta.

Una possibilità, non una promessa facile.

Il senso di Casale Caletto Young è molto concreto: professionisti, volontari e partecipanti lavorano insieme nei laboratori di musica, arte e comunicazione. L’attività è gratuita per i ragazzi; per mantenerla accessibile servono strumenti, spazi e risorse per chi la rende possibile.

La storia di Mirko aiuta a capire perché questo impegno nasce proprio qui. Il progetto, però, appartiene alle persone che oggi lo costruiscono e ai giovani che potranno farne parte.

Per approfondire: leggi l’intervista integrale a Mirko su Reti Solidali. Il racconto della raccolta fondi è disponibile su GoFundMe.

Mirko Frezza parla al microfono sul palco, accanto ad altre persone
Mirko Frezza sul palco di V Municipio in Musica. Foto: Giampiero Rinaldi / SETUP studio.